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Come si stanno organizzando gli aiuti ad Haiti


In questi giorni ci sono giunte diverse notizie da Haiti. L’informazione nazionale parla ancora di difficoltà nella gestione degli aiuti, buona parte di questi problemi derivano dal fatto che questi siano gestiti senza il coinvolgimento della popolazione locale. Il Centro Bonò, al quale destiniamo parte dei fondi che stiamo raccogliendo, ha organizzato a Port-au-Prince, ma anche a Léogane e Jacmel, un sistema che prevede l’inclusione degli abitanti nella distribuzione ed ha abilitato 7 centri di aiuto. Qui sotto vi raccontiamo nei dettagli il loro lavoro sperando di poter così mostrare che un metodo diverso è possibile. (Scarica il post in formato pdf)

Gli aiuti che la rete coordinata dal Centro Bonò distribuisce non vengono dall’occidente, ma sono raccolti tra la popolazione e le associazioni dominicane. Si evitano così gli invii di materiale inutile, nonché i costi degli aerei o delle navi. Si evita anche il blocco imposto dal piccolo aeroporto di Port-au-Prince che tanti ritardi ha fatto accumulare in questi giorni.

Sono stati attivati 6 centri operativi che garantiscono flessibilità ed agilità. Ecco la mappa.

Ognuno di questi centri ha una funzione specifica:

  • a Santiago, Santo Domingo e Barahona ricevono gli aiuti che vengono convogliati da tutta la Repubblica Dominicana;
  • Jimanì fa da punto di coordinamento tra Repubblica Dominicana e Haiti e lavora insieme al personale ONU per concordare il transito dei camion;
  • Port-au-Prince distribuisce gli aiuti alla popolazione e con la popolazione in otto diversi punti;
  • a Dajabon si è organizzata una commissione per raccogliere fondi e prepararsi ad un eventuale arrivo di profughi.

Questo è lo schema delle operazioni.

Un sistema di questo tipo coinvolge la popolazione e evita che sorgano invidie verso chi viene aiutato.

I centri di distribuzione ad Haiti sono stati abilitati in meno di 5 giorni dal sisma e sono gestiti da strutture già esistenti non hanno richiesto spese di abilitazione. Come potete vedere qui sotto alcuni dei responsabili sono haitiani e questo è fondamentale per garantire lo stabilirsi di un rapporto fiduciario tra chi gestisce i beni e chi li deve ricevere. I magazzini del Centro Bonò non hanno bisogno della protezione dell’esercito.

Vi presentiamo, infine, alcune foto che sono state inviate oggi, e che riguardano i centri sopracitati.

Ecco alcune foto da Léogane scattate da Gianni Dal Mas della Plataforma Ayuda Haiti

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  1. Lorenzo
    26 gennaio 2010 alle 20:45

    Complimenti per il lavoro svolto!

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