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Notizie da Haiti: ci scrive Rafael Jimenez del Centro Bonò


Il Centro Bonò è una delle realà che abbiamo appoggiato subito dopo il terremoto ad Haiti con oltre 10.000 euro. Ci ha scritto Rafael Jimenez, una persona molto vicino a ColorEsperanza.
Qui di seguito trovate una parte della sua lettera, tradotta in italiano.

Da alcune settimane mi trovo in una zona di Haiti chiamata Kazal, una zona ad Ovest di Porto Principe che ha come capoluogo Kabaret. In questa zona la terra ha tremato tante volte ma fortunatamente le conseguenze non sono state disastrose come nella capitale.

Ho visitato alcune comunità della zona, il prossimo fine settimana passerò per La Vil (Porto Principe) andando verso Okay che si trova a circa quattro ore di viaggio ed è una zona molto colpita; al mio rientro vi continuerò a raccontare ciò che sto vedendo qui.

E’ interessante vedere come alcune comunità stanno, negli ultimi anni, organizzando l’educazione elementare. Pensate al fatto che i maestri che stanno dando una mano in questi posti sono pagati grazie al sostegno di amici di una comunità religiosa e ricevono in cambio qualcosa come circa 40 dollari al mese. Allo stesso modo succede con il poco cibo che ogni giorno distribuiscono tra i bambini cioè un pò di riso, un pò di grano e alcuni litri di olio. Sembra scandaloso, eppure, dopo tanti anni, è la prima scuola funzionante in grado di dare a molti bambini/e l’opportunità di una formazione elementare. Alcuni di loro quando saranno più grandi potranno andare a studiare altrove e frequentare le scuole superiori.

Ho conosciuto qui alcuni piccoli progetti che definirei di sopravvivenza ma che hanno un valore per l’intera comunità perchè rappresentano una “scuola” per le persone che vi partecipano e insieme contribuiscono alla crescita dell’intera comunità. Uno di questi è il “campo dei poveri” che coinvolge gruppi di 10 persone che si riuniscono per portare avanti dei progetti di produzione utilizzando un prestito i cui bassi interessi saranno a loro volta utilizzati per finanziare altri progetti…qualcosa di simile si fa anche tra contadini: a livello di comunità vengono forniti sementi e attrezzi a uomini e donne che si coordinano per lavorare insieme.

Un abbraccio,
Rafa

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  1. barbara
    8 maggio 2010 alle 21:32

    grazie della bella e preziosa testimonianza

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