Sintesi dei capitoli

Haiti: L’isola che non c’era

Storia, attualità e scenari futuri di un paese “scoperto” dal terremoto
a cura di Helga Sirchia e Roberto Codazzi

SINTESI dei CAPITOLI

Roberto Codazzi
Storia dell’isola che ha fatto la Storia
Riassumere 500 anni in poche pagine è impresa impossibile, il capitolo vuole essere un piccolo compendio per avere alcuni riferimenti e meglio comprendere le dinamiche dell’isola. Si tracciano gli elementi più importante degli anni della dominazione francese, dell’agricoltura latifondista e dello sfruttamento della manodopera africana; la rivolta e la conquista dell’indipendenza, l’abolizione della schiavitù e la riforma agraria; l’unificazione dell’isola sotto il governo haitiano e l’uso strumentale dell’immigrazione haitiana in Repubblica Dominicana a fini politici.

Team di Oné Respe
Quasi in punta di piedi lasciarono il mondo gli dei e le dee
L’articolo è una rielaborazione di diversi contributi contenuti nel libro Cada cual en este mundo cuenta el cuento a su manera pubblicato dalla ONG Oné Respe, libro che analizza gli elementi di razzismo, sessismo e xenofobia presenti nei testi scolastici dedicati alle scuole primarie in Repubblica Dominicana. All’interno del testo si forniscono anche gli elementi per approfondire le dinamiche storiche dell’isola. Il capitolo racconta di un passato comune tra i due paesi, di un popolo, i tainos, con cultura e tradizioni spazzate vie dall’invasione europea, ma anche delle esperienze dei neri cimarrones, schiavi che si sottrassero al giogo europeo per dar vita ad esperienze di auto-organizzazione.

Noam Chomsky
USA-Haiti
Noam Chomsky ha scritto molti articoli su Haiti fornendo in diverse occasioni interpretazioni critiche dei fatti che hanno coinvolto l’isola. In particolare si è battuto per l’indipendenza politica dello stato caraibico denunciando le ingerenze degli stati stranieri. Il presente articolo è stato pubblicato la prima volta il 9 marzo del 2004 su “Z Magazine”, ripercorre gli anni recenti della storia haitiana: l’esperienza di governo dell’ex-prete Aristide e i colpi di stato che l’hanno costretto all’esilio, le interferenze USA nella politica haitiana sotto Bush e Clinton e le prospettive dell’intervento ONU.

Suzy Castor
La transizione haitiana: tra i pericoli e la speranza
Il testo è tratto dall’intervento di Suzy Castor in occasione della conferenza tenuta all’interno del Seminario Internazionale “Le dinamiche della Costruzione Democratica in Haiti, America Latina e i Caraibi”, organizzato dalla Fundación por la Europa de los Ciudadanos, CLACSO e Fundación Gérard Pierre-Charles del 26-28 settembre del 2007. Pubblicata sulla Rivista “OSAL”, Anno VIII, n. 23, aprile (Buenos Aires, CLACSO). Il capitolo racconta la situazione socio-economica, la partecipazione popolare, la difficile transizione democratica dopo la fine della dittatura e il peso della missione internazionale MINUSTAH, per la sicurezza ed il disarmo del paese.

Nikos Moïse
Il Vodù haitiano
Ad Haïti l’arte è un’espressione innata e spontanea della vita del popolo, che colora e dà forma alle proprie utopie, al mondo soprannaturale de propri spiriti, alle figure e alle situazioni gioiosamente terrene della propria quotidianità. Le radici africane e caraibiche della cultura haitiana, i principi cardine, le influenze da e sulle culture vicine. Gli elementi della religiosità vodù all’interno della spiritualità haitiana.

Alessandro Grandi
Haiti nello scacchiere geopolitico: il perché della sua povertà
Quale posto è stato riservato nel mondo per Haiti? L’articolo di Alessandro Grandi traccia i passaggi che hanno portato una delle colonie più ricche delle Americhe ad essere uno dei paesi più poveri del pianeta evidenziando le responsabilità principali di Francia e USA.

Paolo Grassi
“Io sono un visitatore”: migranti haitiani in uno slum della Repubblica Dominicana
L’articolo, basato su una ricerca etnografica condotta tra dicembre 2006 e febbraio 2007 in uno slum di Santiago de los Caballeros chiamato Los Platanitos, fornisce un’interpretazione complessa di quello spazio sociale – luogo di transito e di residenza di migranti haitiani – in relazione alla città all’interno della quale si trova inserito. Los Platanitos emerge, attraverso le narrazioni degli attori sociali intervistati, come arena, territorio di segregazione e di auto-segregazione, attraversato da dinamiche interne ed esterne alla stessa comunità. Rapporti di potere, fenomeni discriminatori e complementari azioni di critica ad essi, andranno a tessere una rete di
significati che metterà in luce un luogo precipuo della contemporaneità dominico-haitiana.

Rafael Jiménez Lora
Volgere lo sguardo e il cuore ad Haiti
Un osservatore privilegiato descrive una parte nascosta della società haitiana: quella che, pur colpita dal golpe e dal terremoto, ha già al suo interno la forza per far partire una nuova ricostruzione. Le Comunità Ecclesiali di Base (TKL) possono essere il punto di aggregazione sociale, economica e politica per guidare la ricostruzione di Haiti partendo da esperienze dal basso.

Giulia Giudici
Guardando Haiti da Haiti a quasi un anno dal terremoto
Uno sguardo critico e una testimonianza di pura attualità direttamente da Jacmel, città del sud di Haiti duramente colpita dal terremoto. Quali investimenti, quali risorse, quale reazione della popolazione di fronte alla distruzione? Dopo un anno, come si è riorganizzata la vita nella città, nota per il suo fermento culturale ed artistico?

Helga Sirchia
Cooperazione internazionale e sviluppo locale: l’esperienza di ColorEsperanza
Quali opportunità concrete offre la cooperazione internazionale al processo di ricostruzione e al futuro di Haiti? Per costruire servono fondamenta solide, ben piantate a terra, e le fondamenta di un paese sono prima di tutto le sue persone, gli uomini, le donne e i bambini.
Costruire significa creare qualcosa che poi resti e resista nel tempo; trasformare il paesaggio e il profilo di una città di un paese, possibilmente rendendolo migliore. Costruire vuol dire, nel caso di Haiti, cogliere una tragica opportunità del fato per ridare dignità a un popolo che la dignità che non ha più da molto, molto prima del terremoto. La testimonianza diretta di un’associazione come spunto per una riflessione più ampia sui possibili scenari della cooperazione e sulle spinte del terzo settore italiano verso nuove forme di partecipazione alla politica internazionale. A partire dalla consapevolezza che le priorità devono essere il protagonismo delle organizzazioni locali e la cooperazione tra Haiti e la vicina Repubblica Dominicana.

  1. Erika
    21 marzo 2013 alle 19:21

    Esiste una traduzione in spagnolo-domenicano? Spero di sì o che sia già in programma perchè credo sia utile diffonderlo in dominicana dove cresce il razzismo verso il popolo haitiano.
    Erika

    • 22 marzo 2013 alle 15:44

      Alcuni capitoli sono in originale in spagnolo però il libro per intero esiste solo in italiano

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